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Il Coro Città di Desio al Piccolo Teatro di Milano
Il Coro Città di Desio al Piccolo Teatro di Milano per il progetto Eleusi, giugno 2023

Il Coro Città di Desio ha partecipato al Progetto Eleusi: una grande esperienza al Piccolo Teatro di Milano

Anche il Coro Città di Desio ha partecipato al Progetto Eleusi, un progetto corale organizzato dal Piccolo Teatro di Milano in collaborazione con Cori Lombardia, l'associazione che riunisce i cori della Lombardia e che fa parte di Feniarco, la federazione nazionale dei cori.

L'evento, della durata di 24 ore continuative, si è svolto dalle 21.00 di sabato 10 alle 21.00 di domenica 11 giugno 2023, articolato su due sedi contemporaneamente: al Teatro Grassi come performance frontale, in cui sono stati esplorati i temi della morte e della violenza, mentre allo Studio Melato come esperienza immersiva, grazie ad un avvicendarsi ininterrotto di cori: le diverse formazioni hanno proposto un programma di musica sacra di 20-30 minuti, esibendosi senza soluzione di continuità in uno degli spazi (palco, tribuna, balconate) del Teatro Studio Melato, in una dimensione intima e contemplativa. Il progetto è stato ideato e diretto da Davide Enia e prodotto dal Piccolo Teatro di Milano – Teatro d’Europa.

Il Coro Città di Desio si è esibito alle 7.00 del mattino, in un'atmosfera quasi "mistica", anche grazie al particolare repertorio spirituale e meditativo – in linea con le richieste degli organizzatori – scelto dal maestro Cristian Chiggiato.

Fabio Motta, presidente del Coro Città di Desio, commenta: «Siamo particolarmente felici di aver aderito a questo progetto di grande prestigio, realizzato in una location di prim'ordine. Siamo grati a Cristian Chiggiato che, dopo aver proposto la partecipazione ai ragazzi del LabGiovani, il nostro progetto dedicato ai più giovani, ha poi deciso di estenderla a tutti i soci dell'Associazione: è avvenuta così una piacevole unione di coristi, tutti di età diverse, ma tutti appartenenti alla nostra associazione, respirando dunque uno spirito di "comunità corale". Importante anche sottolineare che anche l'Ensemble corale Echo, sempre proveniente da Desio, ha partecipato a questo progetto: segno della vitalità "corale" in città.»

La presentazione del Piccolo

Queste le parole con cui l'evento è presentato sul sito internet del Piccolo Teatro di Milano:

Eleusi – il titolo richiama i misteri celebrati nell’antica Grecia – è un dittico corale che affronta il tema del sacro. Nasce da una riflessione su due luoghi del Piccolo. Il primo è la sede di via Rovello, dentro la quale, tra il ’43 e il ’45, i fascisti torturarono e uccisero civili e partigiani; Paolo Grassi e Giorgio Strehler, nel 1947, vollero farne un luogo dove l’umano tornasse a vivere.
Il secondo è il Teatro Fossati. Risalente alla metà dell’Ottocento, ospitò spettacoli dialettali, riviste e operette, fu trasformato in cinema e restò a lungo chiuso; fu riaperto da Strehler nel 1986, come luogo di sperimentazione, con il nome di Teatro Studio.
«La trasformazione di entrambi gli spazi in Teatro – spiega Enia – fu una precisa opera di risignificazione dell’esistente: stare in un luogo modificandone la destinazione d’uso e la relazione con il tessuto urbano e sociale, ridando valore vivente al verbo abitare. Questi due luoghi, così fortemente simbolici, in Eleusi risultano connessi tra di loro e dialogano: quanto accade in uno si confronta e si completa con ciò che avviene nell’altro. Il pubblico è invitato a muoversi tra i due teatri, senza che ci sia un ordine stabilito, lasciando al caso, al desiderio, all’intuito, la scelta di dove recarsi prima».
Al Grassi, in una performance frontale, si esplorano i temi della morte e della violenza, partendo dall’assunto che l’edificio porta con sé un vissuto violento; allo Studio gli spettatori vivono un’esperienza immersiva, accolti in sala da un’ampia corale che ininterrottamente canterà nell’arco di ventiquattr’ore. «Eleusi – continua Enia – si configura anche come una riflessione sul dispositivo teatrale, sulla necessità dell’osmosi tra tutte le sue parti, sui linguaggi possibili, sulla scrittura, sulla lettura, sulla urgenza del desiderio, sui ruoli e sul loro ribaltamento. Dura ventiquattr’ore di fila, dal tramonto al tramonto, poi scompare».

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